17/dic/2009

Mi è apparso Dio, vi trasmetto il suo messaggio

Dieci minuti fa sono sceso sulla sponda del fiume Spree sotto casa mia a Berlino, perché dalla finestra vedevo uno strano cerchio nell’acqua. Avevo una sensazione che qualcosa sarebbe emerso e improvvisamente dovevo vedere che cosa. Dopo pochi secondi nell’acqua é apparso un uomo con i capelli lunghi e scuro in faccia. “Sono quello che voi chiamate Dio.” Mi ha detto in una lingua sconosciuta che incredibilmente io capivo perfettamente. Volevo immediatamente scappare, ma i miei piedi erano come incollati. “Ascolta!” Ha detto. “Proclama a tutti in Italia che se entro al 27 dicembre, ora vostra 14:23, ogni adulto non inizia a usare la propria testa, gli farò passare sette anni più terribili che possono immaginare. Uno ad uno e a tutti quanti insieme.”
Io gli ho detto: “Non ci credo che sei tu. Dove sta il trucco?”
E lui mi ha risposto: E tu non crederci, però se non fai come ti dico accadrà anche a te.“
Allora gli ho chiesto: “Ma cosa vuol dire?”
“Vuol dire quello che ho detto. Troppe persone non pensano e questo crea problemi altrove.”
“Perché proprio io?” Gli ho chiesto.
“E chi altro?” Mi ha risposto lui ed è sparito sott’acqua.
Ci ho pensato più di un’ora se diffonderlo o no. Non mi va di passare per pazzo. Io non sono nemmeno credente e anche ora penso di aver avuto un’allucinazione, ma con tutte le stregonerie che circolano non mi va di rischiare. Chi non ci crede sono fatti suoi. Così è stato e io ora l’ho proclamato.

09/dic/2009

nuovo articolo, settimanale Internazionale

Lezioni dalla Puglia

“Solo rendendo più facile la vita dei cittadini stranieri nel nostro paese, integrandoli a pieno titolo nella comunità, potremo combattere davvero l’illegalità e i fenomeni di irregolarità e clandestinità”. (leggi tutto clikando sul titolo)


Dedicato agli amici pugliesi.

11/nov/2009

GLI EVASI DELLA SPREA

Nel giorno della celebrazione del ventennio della caduta del muro, un intervento dettato dall'urgenza di rispondere al problema dei respingimenti nel mar Mediterraneo, nato dalla collaborazione di due artisti immigrati a Berlino:
Valeria Sanguini, pittrice e scultrice italiana e Maksim Cristan, scrittore croato.



Berlino, 9 novembre 2009.
Ci sembrava importante rendere visibile un problema invisibile, facendo emergere quei corpi, immaginandoli in un percorso che dal mar Mediterraneo risalendo le correnti fluviali li vede approdare nelle acque della Sprea a Berlino. Portare questo problema nel cuore dell'Europa in festa per l´abbattimento del muro. Come luogo dell'intervento abbiamo scelto Oberbaumbrücke, dove scorreva il muro che una volta era lì per dividere e lasciare questi corpi alle acque lungo la frontiera, lasciandoli attraversare la città. Un modo di riflettere alla condizione stessa dell'emergenza, emergenza di persone spinte dalla sopravvivenza a mettere a rischio la loro vita affidandosi alle acque. Emergenza come pulsione di vita di gente che vuole vivere. In primo luogo quest’azione è una celebrazione come "momento di presa di coscienza del presente" e non come mero festeggiare rivolto al passato.



“Gli evasi della Sprea” è un intervento dettato dall'urgenza di rispondere al problema dei respingimenti nel mar Mediterraneo. L’intervento si è svolto in due azioni concomitanti:
1. L’abbandono di corpi alla corrente del fiume che attraversa Berlino, sotto il ponte Oberbaumbrücke, lungo la frontiera dove scorreva il muro che divideva la città.
2. L'affissione di 100 manifesti lungo la galleria dell'Oberbaumbrücke:
MISSING, Person crossing wall in Mediterranean sea waters. If anyone has information contact: governo@italiano.it
(Nello svolgere dell’azione, si sono voluti prestare: Giovani Celie, compositore e Marco Carli Rossi, pittore, entrambi italiani e, per la preparazione, Fabio Dentella, filmaker italiano, Joachim Bucholz, pittore tedesco e Stefan della BWSZ, tutti immigrati a Berlino)



Valeria Sanguini: “Ho scelto il pongo come materiale, lo stesso con cui ho realizzato i Radar. Un grande corpo geografico di cui appaiono le propaggini, i rilievi. I radar ne sondano la posizione collocandoli nello spettro colore. Quegli stessi colori che sono misura della distanza, eco di una posizione nello spazio si ritrovano nella materia stessa dei frammenti di terra emersi, membra di un territorio di cui non si intravedono confini. Confine è quello della superficie dell'apparire, la linea d’acqua che distingue quel che emerge da quel che rimane sommerso.”


“Gli evasi della Sprea” è anche un lavoro fotografico che farà parte della mostra che Valeria Sanguni sta preparando e che riguarda il concetto di corpo geografico.


Valeria Sanguini: “Il mio territorio d'indagine è quello della pittura e la scultura, come strumento della mia esplorazione dello spazio pittorico. Il rapporto tra il corpo e la geografia riguarda il mio rapporto con la memoria. Scelgo la rete metallica come trama di un disegno che si risolve nello spazio e il pongo come "materia colore" per addentrare il corpo stesso della pittura. La fotografia, invece, talvolta è un passaggio necessario che mi permette di ricollegare una tappa ad un'altra di questa esplorazione. In questo caso le diapositive dei corpi abbandonati nella Sprea torneranno come parvenze, continuando il loro a viaggiare .”



Maksim Cristan: “Sono mesi che dedico la mia attività al problema dei respingimenti nel mar Mediterraneo e dell’immigrazione in generale. Da maggio 2009 il Governo italiano, in nome del popolo, cattura migliaia di profughi e titolari del diritto di asilo, rinnegando perfino le proprie leggi, consegnandoli alla tortura, agli abusi e alla morte. Tentare in questo modo buzzurro di servirsi di un problema serio ed esistenziale, come difatti il governo italiano fa, è come tentare di invertire La legge dei vasi comunicanti. De André in una sua strofa censurata dice: non potete fermare il tempo, gli fate solo perdere tempo.
Noi entrambi ci sentiamo parte viva di una lunga fila indiana di popolo in viaggio. Tempo fa avevo conosciuto amico Somy, che dal Kenya venne in Italia con un gommone per restarci, perché non stava bene dove stava. Qui a Berlino incontro molti italiani che si sono spostati dall’Italia per un analogo motivo. E poi ho conosciuto anche Katy, una signora berlinese che una giorno mi ha detto che una persona veramente intelligente vivrebbe in un posto dove può camminare scalza sulla terra, senza preoccuparsi dei costi del riscaldamento, e a riflettere su chi siamo, e magari anche: da dove veniamo. La signora Katy sta aspettando il termine del suo ultimo contratto di lavoro per trasferirsi su un isolotto che, come dice, sembra il paradiso in terra, Lamu in Kenya. E’ un cerchio chiuso, il flusso migratorio, ognuno in cerca del proprio posto nell’universo.
Ho appena concluso la composizione del nuovo concerto narrante dove affronto il tema dell'essere respinti, in collaborazione con il percussionista Adam Gallina, anche lui emigrato a Berlino. Con Giovanni Cellie invece sto registrando le prime puntate della radio-trasmissione Esule culturale.”



Le collaborazioni dei due artisti, insieme ad altre loro riflessioni, saranno raccolte in un libro che stanno preparando in questo periodo delle loro attività.
“Sarà un libro di parole e immagini, composto a quattro mani, in uscita a fine anno 2010.”





Valeria Sanguini, nata ad Adiss Abebba nel 1973. Nel 2006 si trasferisce da Roma a Berlino. Nel 2007 espone Fequenze alla Factory-Berlin e Brechnungen al SudOst Kultur Institut. Nel 2008 lancia il progetto Upstairs con Joanna Barros e Joachim Bucholz.
Maksim Cristan, nato a Pola nel 1966. Nel 2007 pubblica il romanzo Fanculopensiero, Feltrinelli Milano. Dal 2007 scrive per il settimanale Internazionale. Compone e interpreta Concerti narranti collaborando con vari artisti. Da novembre 2008 vive a Berlino.

09/nov/2009

il (fanculopensiero) corre ancora


Teatro, di scena il Fanculo Pensiero e la provocazione di Ippolito Chiarello

di Gianluigi Belsito

Se il titolo è già una sfida al comune pensiero perbenista, figurarsi quanto non lo sia l’azione provocatoria di Ippollito Chiarello, interprete e anima dello spettacolo Fanculopensiero [Stanza 510] : andarsene in giro per città, anticipando il serale con una denuncia contro tutto ciò che è svendita e/o tagli alla cultura, offrendo pezzettini del suo spettacolo a pochi soldi. Quindi se il panino mi costa € 7,00 io ti faccio un pezzo del monologo, se mi dai un po’ di più mi posso pagare la camera d’albergo e allora ti aggiungo la scena del suicidio, il tutto per un massimo di € 65,00 coincidente col minimo sindacale per un attore professionista.
A parte ciò, ecco in scena la riduzione teatrale dell’omonimo romanzo di Maksim Cristian, drammaturgia di Michele Santeramo, coprodotto da Cerchio di Gesso, Nasca Teatri di Terra e Festival Castel dei Mondi, con la regia di Simona Gonella. Una regia, invero, ridimensionata rispetto all’originale, perlomeno sul versante luci e scene (di Vincent Longuemare), dietro espressa volontà dello stesso Chiarello che evidentemente se lo sente meglio addosso privato di orpelli, quel personaggio così ironico e tragico al tempo stesso, quasi alla maniera di una icona di Almodovar. In fondo un flusso di pensiero è un pensiero e basta.
Un uomo in fuga, chiuso nella sua camera d’albergo (immaginata), continuamente in bilico tra i suoi stessi pensieri che scorrono, spesso sussurrati al microfono quasi fosse uno strumento più introspettivo che meccanico, bombardato da stimoli esterni che lo riportano al quel quotidiano da cui sta scappando, e la madre lo chiama al telefono, e fanculo a lei, e il portiere dell’albergo gli citofona ininterrottamente, e fanculo anche a lui. Non ci si può nemmeno suicidare in pace, fanculo a tutti! Ippolito regge la scena per tutto il tempo, con quella naturalezza e quella vis recitativa che gli è propria, per la verità affiancato da un vero e proprio secondo personaggio, unico presente in scena oltre a un secchio d’acqua: la musica. Musica pop, per lo più anni 80, mai decorativa ma sempre significava, che l’uso sapiente dei cambi di volumi, degli stop e start rende presente all’inverosimile al punto, a tratti, di sostituire il testo senza alcun problema.
Lo spettacolo ha aperto una nuova rassegna, Bari Cerca, diretta da Rocco Capri Chiumarulo e ospitata in quel Piccolo Teatro intitolato alla memoria di Eugenio D’Attoma che per primo, a Bari, iniziò a ospitare in tempi non sospetti, anni e anni fa, quello che oggi viene indicato come teatro di ricerca. Coraggioso esperimento che prevede spettacoli quasi ogni weekend sino fine anno.

07/ott/2009

ANNA POLITKOVSKAJA

Voglio ricordare la mia Anna, 3 anni dopo

E’ rimasto un libro sul comò,
con il segnalibri a poche pagine dalla fine,
due elefantini di cristallo e quel pullover
che assolutamente non volevi scordare.
E’ rimasto un disco: il meglio di De Andrè
e una foto: io, te e un agente del Kaghebe che ci insegue.
Sono rimaste le tue risate
che rimbalzano dai muri per tutta la casa a non finire
e...
io,
sono rimasto anch’io
a volerti qui,
mia cara.

05/ott/2009

Se è circo che vogliono, circo daremo



22/set/2009

Se è circo che vogliono, circo daremo

FONTE: FORTRESS EUROPE, www.fortresseurope.blogspot.com
Onu: "Condizioni terribili" in Libia. Ma l'Italia continua a mentire.

Gabriele Del Grande, che dirige il blog Fortress Europe è un grande. Grazie a persone come lui che il mio legame con l'Italia, sì pure in forma strettamente professionale, ancora regge.
Il mio sciopero di affetti con amici e conoscenti italiani prosegue. E' ridicolo, lo so anch'io. Chi è più capace, faccia meglio.

21/set/2009

Se è circo che vogliono, circo daremo

Appello all'Italia dell'Alto commissario per i rifugiati (Unchr) e dell'Ue
"Non esistono condizioni necessarie per garantire la protezione dei richiedenti asilo"

ONU e UE: Stop respingimenti in Libia!
"Trattati in condizioni terrificanti"

Davvero? Grandissima scoperta. Bravo ONU e UE, voi sì che siete utili all'umanità. Ma questo vuol dire che i volontari e giornalisti coraggiosi avevano ragione fin dal principio e che invece il governo italiano abbia torto. Come la mettiamo ora? Cacciamo i governanti che gettano vergogna sul proprio paese e mettiamo i volontari al loro posto?
Ci fosse un popolo degno, informato e cosciente, qualcuno potrebbe anche proporlo.

Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credevi assolti
siete lo stesso coinvolti.

Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciamoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte:

Per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti!
Per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti!

/Canzone di maggio, Fabrizio De Andrè/

19/set/2009

Se è circo che vogliono, circo daremo

Un "piccolo dettaglio" che i principali media si sono dimenticati di citare:

DDL sicurezza ha abrogato la norma che proteggeva il cittadino dagli abusi di un pubblico ufficiale. Con l'approvazione del pacchetto sicurezza DDL 733 B, il Governo Berlusconi, ha volutamente cancellato una norma che garantiva al cittadino di tutelarsi nei casi di sopruso perpetrato da autorità pubbliche. E´ stato abrogato infatti l´art. 4 del decreto legislativo luogotenenziale n. 288 del 14 settembre 1944 che prevedeva che i cittadini sono esenti da sanzioni «quando il pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio o pubblico impiegato» abbia causato la reazione dei cittadini «eccedendo con atti arbitrari i limiti delle sue attribuzioni».
Quindi se un cittadino si troverà a protestare perché lotta per il proprio posto di lavoro, o per rivendicare i diritti cancellati e le forze di polizia caricheranno a colpi di manganellate, l´eventuale reazione di un cittadino inerme che vorrà soltanto difendersi da un eventuale aggressione immotivata da parte delle forze dell'ordine, darà luogo inevitabilmente all'arresto e non potrà denunciare di essere stato vittima di un sopruso.
Grazie all'articolo 4 del decreto legislativo luogotenenziale n. 288 del 14 settembre 1944 il cittadino poteva denunciare l´eventuale sopruso che aveva subito. Una norma tutt'altro che desueta, e anzi applicata spessissimo come ad esempio dalla Corte di Cassazione nel 2005 per ritenere arbitrario il fermo per accertamenti e l´ammanettamento di una persona fondatamente sospettata d´essersi sottratta alla sorveglianza speciale, poi l´ha di nuovo applicata nel 2006, quindi l´ha trattata nel 2008, senza contare che anche la Corte Costituzionale l´ha esaminata ancora nel 2007 nell'ordinanza numero 36.

PS- Chi se ne intenda di più, studi il testo sopra e controlli ulteriormente tal passaggio nel DDL. Mi è appena arrivato via mail da alcuni ragazzi che si son letti rigo per rigo l'intero DDL-sicurezza. Giusto per essere sicuri che niente sfugge all'occhio dei gagliardi.
ATTENZIONE: L'articolo 4 del decreto legislativo luogotenenziale n. 288 del 14 settembre 1944, era dunque introdotto subito dopo l'era fascista. Ora, se il testo sopra dice il vero, quell'articolo è stato modificato, per non dire: cancellato.
Italiani, perché i Vostri mezzi di comunicazione non Vi informano di queste cose? Magari pensano che sareste d'accordo in ogni caso?
ringrazio
un abbraccio

17/set/2009

nuovo articolo su "Internazionale"

AMICO GAY, MA LI HAI GUARDATI BENE?

Roma.
"Organizzeremo nei giorni a seguire, con tutte le associazioni gay della capitale, compresa la sinistra, un incontro per andare a manifestare pesantemente fuori Palazzo Chigi". Lo dice il presidente della New Out, l’associazione che riunisce gay e lesbiche che hanno il loro riferimento politico nel centrodestra.
In Italia è tutto e sempre complicato e da straniero mi sorgono immediatamente mille domande. Penso, finché i gay di destra sostengono le leggi razziste che si riferiscano ai Negri li sta bene (vedi: i Respinti), ma quando la Bestia Nera comincia a schiacciare i coglioni a loro, ecco che cercano unioni e protezione a sinistra e a manca. Che vi proteggano i vostri compagni della destra al governo, mi vien da dire, sempre da straniero, o in europarlamento, chiedetelo al vostro alleato Borghezio la protezione.
Gay-destro, non ti è bastato? La politica non è ne di destra ne di sinistra, la politica è la risposta della comunità alla vita. E forse dovrebbe tentare di essere una risposta anche alla morte. La morte è l’unica certezza della nostra vita e finché continueremo ad ignorarla, come potremo mai sperare di sopravvivere? Parlo della stessa morte, caro Gay-destro, che il tuo governo di destra promuove nel mar Mediterraneo e nelle prigioni libiche e dunque quando sostieni le leggi di Maroni caro Gay-destro, tu stesso stai facendo un atto razzista. Uno straniero fa fatica a capirti e drizzare la naturale compassione per il Popolo Gay che come tale nella storia ha certamente sofferto più di ogni altro.
Te lo dico da straniero amico gay. I tuoi nemici lì hai a tavola. Fossero carini potrei anche sforzarmi di comprendere. Ma li hai guardati bene?
Guardali bene.

14/set/2009

Se è circo che voglion, circo daremo

Ue: "In Italia Pil in calo del 5%"

Bambini, piangete che la mamma compra!

10/set/2009

Se è circo che voglion, circo daremo

REUTERS: "Napolitano a Csm: discussione serena su accuse Berlusconi"

Presidente, alzare la voce una volta nella vita no? Il buon padre di famiglia, anzi, di tutte le famiglie italiane, come spesso Lei viene chiamato da molti, non dovrebbe qualche volta battere col pugno sul tavolo? Almeno qualche volta Presidente, almeno questa volta. Mi scusi se mi permetto, potrei essere suo nipote, ma è proprio questo il punto: l'esempio per i figli, nipoti, pronipoti di tutte le famiglie italiane.

Sento le voci del Popolo in giro, per l'ennesima volta: "Finalmente Berlusconi è finito." Poi sento alcuni altri, per l'ennesima volta: "Non sottovalutate Berlusconi, egli ha già superato mille "finalmente Berlusconi è finito".

Personalmente non credo che il problema si pone nel "sottovalutare Berlusconi". Egli ha già dimostrato le stesse mille volte quanto sia capace. Mi viene piutosto da dire:
"Non sopravvalutate il Popolo italiano. Eh eh eh...

09/set/2009

Se è circo che voglion, circo daremo

REPORT NON DEVE CHIUDERE
FIRMA LA PETIZIONE

Io vivo la mia vita e racconto ciò che vedo
/Anna Politkovskaja/

data="http://www.firmiamo.it/flash/46860black.swf" width="468" height="60"
id="flaMovie">




Sign for Report non deve chiudere. FIRMA LA PETIZIONE


Se è circo che voglion, circo daremo

L'Unità: Mafia e affari, le nuove inchieste che inquietano Palazzo Grazioli
di Marzio Tristano
http://www.unita.it/news/italia/88185/mafia_e_affari_le_nuove_inchieste_che_inquietano_palazzo_grazioli


E se Ida alla fine ce la facesse, chi lo dirà agli italiani?
Forza Ida.

22/lug/2009

LETTERA APERTA AGLI AMICI ITALIANI

LONTANO DA CASA, OGNI POSTO E' LA TUA CASA

(Ero lì, in una specie di zattera... un naufragio, chi lo sa... Insomma, sono lì su un relitto di un metro per un metro e mezzo circa, e, stranamente tranquillo in mezzo al mare: galleggio. Cosa vorrà dire? Va be', vedremo poi. A dir la verità avevo già sognato di essere su una zattera con una dozzina di donne stupende... nude. Ma lì il significato mi sembra chiaro. Ora sono qui da solo, ho il mio giusto spazio vitale, mi sono organizzato bene, il pesce non manca, ho una discreta riserva d'acqua, i servizi è come averli in camera, ho anche un robusto bastone che mi serve da remo. Non è un sogno angoscioso, ma cosa vorrà dire? Fuga, ritiro, solitudine? Il desiderio di sfuggire la vita esterna che ci preme da ogni parte? Si diventa filosofi, nei sogni.
Oddio, oddio cosa vedo?! Fine della filosofia. No, non può essere una testa... forse una boa? Non so per cosa fare il tifo. La boa fa meno compagnia, ma è più rassicurante. No, no... si muove, si muove! Mi sembra di vedere gli spruzzi! Non è possibile che sia un pesce. È qualcosa che annaspa, sprofonda, riappare, lotta disperatamente con le onde! È un uomo, è un uomo, è un uomo, è un uomo, è un uomo!
E ora che faccio? La zattera è un monoposto, ne sono sicuro. Per il pesce non ci sarebbe problema, ma la zattera in due, non credo che tenga.
“Ehììì… non tieneee!"
Macchè, non mi sente. Sarà a cento metri. Che faccio?)...

19 giugno, pomeriggio tardo, in viaggio per l’Italia, da uno di Voi ricevo questa telefonata.
“E’ finita. Ho fatto un po’ di conti, niente più può fermare l’approvazione. La follia è totale. L’opposizione è inesistente. Sarà legge tra pochi giorni. Inoltre, è da circa un mese che l’Italia già respinge.”
“Come, respinge?”
“Respinge, intercetta i gommoni in mare, li cattura e li consegna alla Libia.”
“ Ma questo non può essere vero.”
“Ne scrivono anche sui giornali, lo sanno tutti.”
“Ma nostri amici italiani che dicono?”
“Sei ancora un clandestino?”
“Ancora per poco però sì.”
“Ebbene, i tuoi amici, me compreso, d’ora in poi se ti vedono sulla terra italiana avranno l’obbligo di denunciarti. Per legge.”
“Ma questo non può essere vero.”
“Allora vieni e vedrai.”

Cari Amici,
come alcuni di Voi avranno notato, il tardo pomeriggio del 19 giugno scorso, ho interrotto ogni mio rapporto personale con Voi in Italia. Uno sciopero, un boicotto, una protesta, una provocazione, un male nel petto con difficoltà di respirare. I rapporti professionali, invece, continuo a mantenerli. L’Italia come Stato è fondato sul lavoro, lo sanno tutti, è il primo emendamento della costituzione, ancor prima della vita, degli affetti e della solidarietà. Chi non rispetta nemmeno il primo emendamento non dovrebbe pretendere nulla dallo Stato che lo ospita. Ecco come la penso io.
L’amicizia, invece, non è regolata dalla legge e dunque si presta ottimamente per una militanza dell’anima, senza conseguenze materiali per nessuno. Tranne per il cuore, si capisce, ma quale cuore?
Ebbi una fortuna sfacciata d’imbattermi in gente straordinaria dal primo giorno che arrivai con il gommone in forma di un treno dell’est Europa. Ero clandestino, avevo i miei problemi personali come tutti e inizialmente dormivo su una panca accanto al parco Sempione a Milano. Il primo inverno mi riparavo negli autobus e tram, poi ho conosciuto Te amico Icaro che mi hai insegnato a costruire piccoli libri auto prodotti e mi hai offerto la Tua immobile Y10 per dormirci dentro. Conobbi poi Te, Maria, e a volte dormivo in casa Tua, conobbi Lucia e Simona e vissi nella Vostra casa, conobbi Alberto che mi hai insegnato a suonare la chitarra e non una volta mi sono guadagnato il panino suonando nel percorso turistico dentro il castello Sforzesco, conobbi poi Matteo scrittore con il cuore infranto eri, e poi Marive e mi sono innamorato di Te, conobbi Ippolito che mi hai messo in scena in teatro, e poi un’altro Alberto, dicevi che niente è più importante di un libro, e decine di Voi altri con i quali mantenevo quotidianamente il contatto, mi avete fatto conoscere grandi maestri, De Andrè, Pasolini, Dario Fò, Stefano Benni che scrisse: lontano da casa, ogni posto è la tua casa, e ho conosciuto Te Carlo, a Te a volte dicevo cose che non dicevo a nessuno, per Te ho pianto il 19 pomeriggio, ero diretto al Tuo matrimonio e Tu e la Tua Sposa mi attendevate con la stessa gioia con la quale io ero partito.

...(Ma come 'che faccio? Sono sempre stato per la fratellanza, per l'accoglienza, l'ospitalità! Ho lottato tutta la vita per questi principi. Sì, ma non mi ero mai trovato in una situazi... Ma quali principi? Questa è la fine. Qui in due non la scampiamo. E lui avanza verso di me, fende le onde. Sarà a settanta metri, cinquanta, trenta... Madonna, come fende!
Quasi quasi gli preparo un dentice. E se non gli piace il pesce? Se gli piace solo la carne?... Umana? E no, calma, io devo pensare a me, alla mia sopravvivenza: mors tua vita mea. Oddio... non dovrò mica ucciderlo?
Ma che dico, sto delirando! Lo devo salvare. Poi in qualche modo ci arrangeremo, fraternamente, ci sentiremo vicini!
Per forza, non c'è spazio... stretti, uniti, corpo a corpo... Guarda come nuota... è una bestia! Ma io lo denuncio! Ormai sarà dieci metri. Mi fa dei gesti, mi saluta... mi sorride… lo schifoso.
Ma no, poveretto, cosa dico, per lui sono la salvezza, la vita, eh! Che faccio? Che faccio?)...

Non c’è persona qui a Berlino che giorno dopo giorno non sgrana gli occhi alle notizie dall’Italia.
Io so che Voi non avete colpe, lo so per l’Uno ad Uno di Voi, e nemmeno parlo di me. I miei documenti dipendo da mie vicende private e non politiche. Non è questo il punto. Il punto è: Che cosa spinge una madre con figli minori stretti a se di tentare una traversata così esasperata? Come chiamare il Popolo di una nazione che nega accoglienza a quella madre? Un popolo che nel terzo millennio lascia che s’impegnino soldi pubblici per calpestare diritti conquistati dopo secoli di battaglie, e milioni di uomini e donne che hanno dovuto dare la propria vita per una coscienza migliore.
Questa è la soluzione d’avanguardia di un paese che basterebbe solo uno sguardo al suo patrimonio culturale per spaventarsi dall’immensità di bellezza che contiene? Questo è il punto.

Ricordo il settembre dell’anno scorso, il giorno che a Milano un padre e un figlio italiano insieme uccisero uno “sporco negro” italiano perché lo credevano un immigrato che rubava i biscotti al bar. Mi chiamò mia madre quel giorno, aveva visto la notizia in Tv da casa nostra in Croazia.
- Non portare più né cappelli né occhiali da sole, lascia ben vedere che sei biondo con gli occhi azzurri! Ho visto il TG, come si chiamava il ragazzo che hanno ucciso stamattina a Milano?
- Si chiamava Abdoulah, ma era italiano. Era “solamente” nero e forse rubava i biscotti.
- Allora è molto grave. Vuol dire che lì sono di nuovo impazziti tutti. Torna subito a casa.
- Ma io non sono né nero, né rumeno, né rom, stai calma.
- La Tv dice che la nuova legge contro gli stranieri sarà contro tutti! Solo le badanti si salveranno! Non cacci via chi ti pulisce il culo a 500 euro al mese. Al massimo potresti chiedere alla tua compagna italiana di assumerti come badante. Per finta.
- Io badante? Mai. Aspetterò la prossima sanatoria. Ho molti amici mamma, molti.
- Stupido! Le leggi le fanno gli avocati dei potenti, i tuoi Amici non contano niente!

...(Potrei prendere il bastone, potrei allungarglielo per aiutarlo a salire... Potrei darglielo con violenza sulla testa...
Siamo al gran finale del dramma. Il dubbio mi divora. L'interrogativo morale mi corrode. Devo decidere. L'uomo è a cinque metri, quattro, tre... prendo il bastone e...
E a questo punto mi sono svegliato. Maledizione! Non saprò mai se nel mio intimo prevale il senso umanitario dell'accoglienza o la grande paura della minaccia. Devo saperlo, devo saperlo, non posso restare in questo dubbio morale, devo sapere come finisce questo sogno!
Cerco di riaddormentarmi, mi concentro… mi abbandono. Qualche volta funziona…
Ecco, ecco... sì, ce l’ho fatta: l'acqua, il mare, le onde... un uomo su una zattera... un altro che nuota, arranca, annaspa disperato, sento il cuore che mi scoppia. Oddio... che succede?)...

L’Europa parla solo quando deve, il portavoce del Vaticano coregge alcune sue pecore nere e precisa: “Riguardo al ddl sicurezza il Vaticano non ha detto Niente.” Nulla. Tutti si affidano nelle mani della Lega e ministro Maroni. E loro, cari amici, nemici e altri, non hanno mai nascosto il loro progetto, ancora 15 anni fa presso il loro massimo esponente istituzionale di allora, il presidente del Parlamento Irene Pivetti, quando disse: “Rimettiamoli a mare.” Allora sembrava solamente una demenzialità da comizio passionale, ma poi hanno cominciato a bruciare gli accampamenti rom e pare che questo gli ha rafforzato le credenziali.
L’attuale presidente del Parlamento Fini, invece, scrive lettere alla Libia chiedendo il permesso di poter verificare le condizioni umane nei campi per i Respinti. Nobile da parte sua, ma quello che nel frattempo i Respinti probabilmente si chiedono è: “Non avrebbe dovuto verificare prima?” I Respinti non hanno voce nei media e quindi queste domande matematiche non le pone nessuno. Le organizzazioni umanitarie riportano che almeno metà dei clandestini solitamente chiede l’asilo politico e almeno a metà di Loro, esso viene concesso. Il fotografo Dagnino che era su un’imbarcazione della Guardia di finanza, la quale assieme a due vedette era impegnata nell’operazione di un respingimento nel Canale di Sicilia, dice che i “Respinti” africani sul gommone erano senza cibo e senz’acqua. C’erano uomini, donne e bambini. A loro è stato detto che in un’ora e mezza sarebbero stati trasportati a Lampedusa. Non si erano accorti che le tre imbarcazioni, subito dopo il trasbordo, avevano girato la prua verso Sud. “Loro cantavano.” Riporta Dagnino. “Un canto mesto, profondo. Mi sembrava di essere su una nave negriera. Al levar del sole sul cannoncino della nostra nave alcuni hanno allestito un altare per ringraziare Dio. Uno di loro ha tirato fuori una vecchia Bibbia.” Solo all’ingresso nel porto di Tripoli avevano capito di essere stati ingannati. “Erano prima increduli, poi disperati. Hanno cominciato a spogliarsi, urlare e piangere.” Gli agenti libici per farli scendere li colpivano con i remi. A terra gli attendevano i camion.
Destinazione: dove sa Fini.

...(Sono io... sono io quello che nuota. No, io ero quell'altro eh! Non è giusto, non è giusto! A me piaceva di più stare sulla zattera! Ma quale dubbio morale, ho le idee chiarissime! Sono per l'accoglienza! Un ultimo sforzo, la zattera è a cinque metri, quattro, tre... Alzo la testa verso il mio salvatore... Eccomi! PUMMM!
Dio, che botta.
A questo punto mi sono svegliato di nuovo. Mi basta così. Non voglio sapere altro. Spero solo che non sia un sogno ricorrente.)...

A Milano conobbi Te Somy che sei emigrato dal Kenya su un barcone, il flusso migratorio seguendo. Dicevi che in Italia stavi realizzando i Tuoi sogni e in quanto alla politica dicevi che nel Tuo villaggio le cose stanno molto peggio.
Tu Giovanni, invece, da Milano stai emigrando a Berlino. Viaggi in macchina insieme alla Tua ragazza. Entrambi pittori, imbarcati nel flusso che prosegue verso il nord in forma culturale. Dici: “Non vogliamo vivere in un paese dove è vietato mangiare un gelato passeggiando lungo la strada.”
Kati del terzo piano del palazzo di fronte, da Berlino emigrerà sull’isola Lamu, in Kenya, appena termina il suo contratto di lavoro, a stabilirsi per sempre. Kati dice d’aver scoperto che un uomo veramente intelligente vorrebbe vivere camminando scalzo sulla terra calda e riflettere nel tempo su chi siamo e da dove veniamo.
Un cerchio migratorio chiuso, ognuno alla ricerca del proprio posto nell’universo. E questo nessun uomo, e neppure un intero popolo, sia pure in totale agonia, non potrà mai fermare. Sarebbe come impedire il compimento della Legge Dei Vasi Comunicanti. E’ fisica, delle leggi razziste se ne infischia profondamente.

Se una zattera a mare aperto ci apparisse a tutti almeno una notte, cambierebbe qualcosa? Cambierebbe qualcosa.
Amici Cari, speriamo che questa follia dei nostri tempi, nella quale tutti ognuno a suo modo siamo avvolti, possa passare velocemente. Io non c’è l’ho con nessuno. Sono il primo ad essere stato irregolare e questo non ha mai impedito ne i miei rapporti affettivi con Voi, ne quanto meno quelli di collaborazioni lavorative. Io non ho soluzioni di nessun tipo a parte l’idea che qualsiasi altra soluzione sia meglio di questo decreto sicurezza vergognoso che non fa che prolungare una già lunga stagione delle madri di immigrati che continuano telefonare ai loro figli. Sono preoccupate. I figli rassicurano, ma non basta. Una madre non crede mai del tutto alle rassicurazioni di un figlio che vive lontano da casa. I figli che vivono lontano da casa, si sa, spesso si cacciano nei guai. Ci vorrebbe qualcosa in più. Ci vorrebbe qualcosa di speciale, qualcosa di grande. Se gli Amici italiani non contano Niente, forse le madri italiane contano. Potrebbero le Madri italiane rassicurare le madri degli immigrati. Sarebbe una bella cosa. Sono madri, tra loro si fidano.

un abbraccio
Maksim Cristan

testo tra parentesi: (Sogno in due tempi, di G. Gaber)

21/lug/2009

Se è circo che vogliono, circo daremo...

Immigrati, Fini: da Libia risposta inadeguata e miope.

E ora?

20/lug/2009

Se è circo che vogliono, circo daremo... (clicka)

Milano diventa capitale del Mediterraneo.

C'è un muro nel Mediterraneo. Un muro che respinge la gente che scappa dalle tragedie serie. Lo reggono con i vostri soldi e vostri consensi. Stronzi.

Se è circo che vogliono, circo daremo...

Catania. Un uomo morde carabiniere che lo aveva arrestato.

E pensare che Maroni prima di diventare ministro degli interni, aveva morso un agente
in servizio per una caviglia. Eh eh eh...

19/lug/2009

Se è circo che vogliono, circo daremo...

Milano. Multe ai minori che bevono.

La domanda è un'altra: Perché bevono i minori?

14/lug/2009

Se è circo che vogliono, circo daremo...

Maksim Cristan è:
CONTRO IL MURO NEL MAR MEDITERRANEO

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  • "(fanculopensiero)", Feltrinelli 2007
  • "Carriolediocchi", romanzo in prossima uscita